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Katsushika Hokusai Cento vedute del Monte Fuji

23.00

21,85

Ultima grande opera testamento del più celebre pittore giapponese, le Cento Vedute del Monte Fuji di Hokusai sono un monumento della Visione, presentate per la prima volta al pubblico italiano in questo volume in versione restaurata.
Ideale per chiunque si interessi al Giappone, indispensabile per chiunque si interessi all’arte in maniera più generale e da consigliare a chiunque ami lasciarsi trasportare dall’immaginario.

Con l’acquisto del libro in omaggio un EXTRA
Il gazzettino dell’epoca Edo che vi spiega come realizzare un Ukiyo-e e penetrare elegantemente nel Mondo Fluttuante

Pagine
196
Formato
16,5 X 23,5
Rilegatura
Brossura filo refe avorio
Illustrazioni
B/N
Lavorazioni speciali
Fustella
ISBN
978-88-945566-2-9
Collana
Ivory
Abe Editore

Favole del giappone, Imbustastorie

Recensioni

Se tutto ciò che accade è destinato a decadere e svanire in un soffio, il monte resta imperturbabile al centro della scena.

Federico Giuliani ne Il Giornale.it

Rendere vive le forme, animare le figure, soffiare vita all’animato, l’artista diviene simile a un Dio e di questo alto compito, seppur nella semplicità del rigore giapponese, “Cento vedute sul Monte Fuji” vibra. L’opera si configura come uno straordinario romanzo visivo, che chiede allo spettatore un’educazione dello sguardo.

Deborah Donato in Critica Letteraria

La prova che la grandezza della natura si ritrova in ogni gesto, in ogni momento. Osservare i disegni di Hokusai è come fare un viaggio in Giappone nella sua più profonda e simbolica verità.

            Silvia Argento in Frammenti Rivista

L'AUTORE

Katsushika Hokusai, il «Michelangelo giapponese», nacque il 31 ottobre 1760, sotto il segno del Drago, simbolo della natura eccentrica, dominante e solitaria, di cui sembrò subirne gli influssi poiché ne manifestò tutti i sintomi: rigore e indipendenza estetica quanto caratteriale, ribellione, testardaggine, mista ad un’intransigenza ferrea e un’abbondante dose di stravaganza.
Immensa la sua produzione artistica, migliaia di opere tra dipinti, disegni, stampe, libri illustrati e manuali, spaziando tra i più svariati soggetti: dal paesaggio alla figura umana, dalle immagini mitologiche ai ritratti di bellezze femminili, ai cataloghi erotici alle immagini sacre. Errabondo, cambiò diverse scuole e stili di pittura, per più di trenta volte nome e per novanta residenza.
Insoddisfatto e in perenne ricerca della perfezione, in fin di vita, nel maggio 1849, disse: «se il cielo mi concedesse ancora cinque anni di vita, potrei diventare un grande pittore». Dopodiché, si congedò dalla vita, perché, spiegò in una lettera all’amico: «Ema [il dio dell’Inferno] si ritira dagli affari per sopraggiunti limiti di età e si è fatto costruire una bella casetta in campagna.
Mi chiede di andare a dipingergli un kakemono da appendere. Bisogna perciò che me ne vada, e quando me ne andrò, prenderò i miei disegni con me. Affitterò
un appartamento all’angolo della Via dell’Inferno», dove starà certamente continuando a perfezionarsi per l’eternità, conversando con i suoi numerosi ammiratori, tra i quali Van Gogh, Degas, Monet, Debussy, Rilke, Mallarmé e Frank Lloyd Wright.

L'EXTRA IN OMAGGIO

Il WoM Shinbun, il giornalino dell’era Edo per scoprire i segreti del Maestro Hokusai, e tutte le tecniche di realizzazione di un ukyo-e.
Entra nel raffinato Mondo Fluttuante anche tu!

Maggiori info

LEGO, ONDE e HOKUSAI

Le polimorfiche versioni della Grande Onda

L’artista giapponese Jumpei Mitsui è uno dei 21 artisti certificati LEGO al mondo – il che significa che il suo lavoro a tempo pieno consiste a creare opere d’arte con i mattoncini in plastica – ed è il più giovane tra il rinomato gruppo.
Tra le sue creazioni di maggior impatto visivo una riproduzione scultorea della “Grande onda di Kanagawa” tratta dalle Trentasei Vedute del Monte Fuji di Katsushika Hokusai.
Ci sono volute oltre 400 ore di lavoro e Mitsui ha utilizzato più di 50.000 LEGO color cobalto e bianchi in un’oscillazione ondulata che imita la xilografia originale con un effetto 3D.
L’onda di Hokusai riprodotta coi Lego, si è detto, è quella tratta dalle incisioni a colori delle Trentasei Vedute del Monte Fuji,  ma il Maestro giapponese riprenderà poi questa stessa immagine, modificandone alcuni dettagli fondamentali, per il suo ultimo grande capolavoro che sono le Cento Vedute del Monte del Monte Fuji.

Hokusai, “La grande onda di Kanagawa” in le Trentasei vedute del Monte Fuji

Le differenze maggiori tra le due versioni sono la direzione dell’Onda (si consideri che in giapponese il senso della lettura è da destra a sinistra…) che nella versione in toni di grigio assume una posizione centrale, e soprattutto poi l’assenza d’ogni elemento umano e di ogni tragicità dell’evento, oltreché la fusione della schiuma della cresta dell’onda che sembra diventare un piccolo stormo di pivieri (chidori), come a significare una compenetrazione tra gli elementi plastici dell’Essere, quello acqueo e quello aereo.
Questa doppia realizzazione e visione dell’onda non si limita ad una scelta di gusto tra esse, come osserva Gian Carlo Calza, si delinea piuttosto qui una differenza di concezione della Natura, proprio per l’assenza di ogni elemento umano, per la centralità offerta alla Natura nel suo elemento acqueo e aereo, e per la maggiore centralità assunta dalla posizione dell’onda.

Hokusai, “Il Fuji visto dal mare” ne le Cento vedute del Monte Fuji

E a dimostrazione che la maestosa bellezza dell’immagine delle Cento Vedute del Monte Fuji nella sua elaborata scala di grigio non ha nulla da invidiare alla copia a colori, lo dimostra la realizzazione di un anonimo artigiano giapponese, che all’inizio del secolo ne ha elaborato, a partire dalla versione in torni di grigio, una versione a colori, utilizzando la stessa tecnica che gli incisori-stampatori all’epoca di Hokusai utilizzarono per la realizzazione delle sue Trentasei Vedute.

L’articolo completo in l’αperiodico.

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