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BENVENUTƏ all’interno della pagina dedicata all’Esposizione
PREPORNO: Erotismo Queer, tra fine XIX secolo e il 1969,
che potrete visitare dal 23 marzo al 19 aprile
presso radio AUT, Via Faruffini 4, Pavia.
Potrete qui leggere il testo scritto dallo storico Dario Pasquini, redatto per accompagnarvi alla scoperta del materiale che troverete in esposizione.

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Oggi può far sorridere che Mark Twain nel 1880, dopo una visita alla Galleria degli Uffizi, definisse nel suo diario la Venere di Urbino di Tiziano come «il quadro più sporco, spregevole e osceno che esista al mondo», suggeritore di «pensieri impuri» ai giovani visitatori.

Lo storico dell’arte David Freedberg nel suo libro Il potere delle immagini (1989) offre diversi esempi del fatto che sin dall’antichità le creazioni artistiche abbiano spesso suscitato pulsioni erotiche nel pubblico, al di là delle intenzioni dei loro artefici e dei tentativi censori dei loro detrattori.

Lo stesso mito di Pigmalione sembra descrivere un preciso tipo di eccitazione erotica non convenzionale: l’agalmatofilia, che consiste in un’attrazione sessuale verso oggetti inanimati antropomorfi quali sculture, manichini e bambole.

La particolare efficacia sensoriale ed emotiva che Freedberg attribuisce alle immagini visive riguarda però, pur se forse in misura minore, anche i testi scritti. Pensiamo alla fortuna della letteratura erotica, che ritroviamo già nei primi poeti greci come Archiloco o, nel caso del sesso omosessuale, Saffo nonché, per quanto riguarda la letteratura latina, per esempio, in Catullo, Ovidio e Petronio.

FILOSOFIA DEL PIACERE

Rispetto ad altri contesti geografici (pensiamo all’India del Kamasutra e del tantrismo), nell’ambito della cultura occidentale, come ha mostrato, ad esempio, il sociologo Norbert Elias nel suo celebre volume Il processo di civilizzazione, si è presto affermata una netta separazione fra la mente, intesa come la sede della razionalità e specchio della tensione verso l’eterno, e il corpo, visto come il ricettacolo di appetiti e desideri possibilmente da tenere a freno.

La filosofia greca ha ovviamente un ruolo importante in questo sviluppo. Pensiamo all’espressione ‘amore platonico’, che è entrata nel nostro vocabolario come sinonimo di nobile rinuncia ai piaceri dei sensi. A questo proposito, nel Simposio, Socrate, famoso per la sua bruttezza fisica, rifiuta la proposta sessuale del giovane, bello e potente Alcibiade perché non intende scambiare la propria «verità del bello» interiore con «l’apparenza del bello» esteriore del suo allievo.

Con l’affermazione del Cristianesimo, la Chiesa inizia a stigmatizzare tutte le pratiche sessuali senza immediate finalità riproduttive associandole al peccato: pensiamo alle Epistole di San Paolo, del I sec. d.C., nelle quali si contrappongono carne e spirito o al De Continentia di Sant’Agostino, IV-V sec. d.C.. Conseguentemente, raffigurazioni e descrizioni di genitali o di rapporti sessuali vengono spesso condannate come riprovevoli e disgustose.

Il fatto che la capacità di leggere fosse un privilegio di pochi può forse spiegare il perché nel basso Medioevo riferimenti dettagliati ad atti sessuali siano tollerati in letteratura (per esempio, nel Decameron di Boccaccio, dove si parla anche di sesso omosessuale) mentre risultino rari nelle arti figurative, perlopiù utilizzati con finalità moralistiche di ammonimento verso il peccato.

Oscar Wilde - TelenyOscar WildeTeleny

Già a partire dal primo Cristianesimo, d’altronde, si era diffuso un forte sospetto verso le rappresentazioni visive. Violente dispute teologiche contrappongono i fautori e i detrattori delle immagini, spesso sfociando in furori iconoclasti, che hanno significative riedizioni con pubbliche distruzioni di opere d’arte nel Quattrocento – pensiamo ai «roghi delle vanità» organizzati dal Savonarola a Firenze – e nel Cinquecento nel Nord Europa della Riforma protestante.

La diffusione della stampa, con la conseguente moltiplicazione e capillare circolazione delle immagini, ha un notevole impatto sullo sviluppo della letteratura e dell’iconografia erotica. Nel 1524 l’incisore Marcantonio Raimondi pubblica I Modi, riproducendo disegni di Giulio Romano raffiguranti espliciti atti sessuali, con la conseguenza di finire in arresto ma anche di fornire ispirazione a Pietro Aretino per i suoi Sonetti lussuriosi (1526). Alcuni decenni dopo, nel 1565, Papa Pio IV de’ Medici affida al pittore Daniele da Volterra l’ingrato compito di coprire, e in due casi scalpellare e ridipingere, i nudi del Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina.

In questo quadro, la rappresentazione dell’omosessualità costituisce un vero e proprio tabù. Nell’Europa moderna, fino almeno all’Ottocento, l’accusa di omosessualità, infatti, può condurre fino alla pena di morte. Ciò nonostante, nel Seicento, viene pubblicata la prima opera apertamente a contenuto omosessuale dai tempi antichi, l’Alcibiade fanciullo a scola di Antonio Rocco (pubblicato anonimo a Venezia, nel 1652), che propone una paradossale (nel senso filosofico del termine) giustificazione della pederastia, il cui reale scopo (serio o satirico), tuttavia, rimane ancora oscuro.

DAL SESSO BAROCCO AL MODERNO

Inoltre, alcuni artisti, anche fra i più grandi, come nel caso di Shakespeare con i suoi Sonetti in parte dedicati a un ‘Fair Youth’, si dedicano alla letteratura amorosa omosessuale, anche se raramente impiegando espliciti riferimenti sessuali e in rari casi, comunque, prevedendone la pubblicazione.

La stessa cautela vale per l’arte figurativa. Il dipinto Giovane nudo sul letto con un gatto, del pittore barocco Giovanni Lanfranco, eseguito forse su committenza di qualche facoltoso omosessuale, costituisce un’eccezione nella sua chiara allusività omoerotica, già presente in alcune opere del Caravaggio.

Nel Settecento alcune opere in francese fanno la parte del leone nel campo della letteratura erotica: dal best-seller Thérèse philosophe (1748) attribuito in parte a Jean-Baptiste Boyer d’Argens, agli scritti intrisi di sesso e violenza del marchese De Sade, come Justine ou les malheurs de la vertu (1791), a Ma conversion (1783) di Mirabeau, illustrato con tavole erotiche, fino alla Storia della mia vita (1789-1798) di Giacomo Casanova, pubblicato postumo nel 1825. In Gran Bretagna fa la sua comparsa nel 1748 il primo romanzo pornografico, Fanny Hill, di John Cleland.

Per quanto riguarda la letteratura omosessuale, l’opera settecentesca più significativa è forse il romanzo gotico The Monk di Matthew Gregory Lewis (1796), anche se riguarda un’infatuazione di un giovane verso un altro giovane, che in realtà si rivela essere una donna. In questi anni entra anche nel linguaggio pubblicistico il termine ‘pornografia’ introdotto da Restif de la Bretonne con il suo saggio Le Pornographe (1769) sulla regolamentazione della prostituzione.

Con la Rivoluzione francese, e il conseguente abbattimento del potere costituito e del monopolio della religione sulla morale, le maglie del controllo sulla produzione di letteratura e arte erotica si allentano notevolmente, con effetti che perdurano anche nel periodo della Restaurazione.

Nell’Ottocento, il secolo della borghesia, questa acquisita maggiore libertà degli artisti può dispiegarsi attraverso nuovi mezzi di comunicazione. Al 1857 risale la prima edizione di uno dei capisaldi della letteratura, Les fleurs du mal di Baudelaire, contenente una serie di poesie erotiche per le quali l’autore e l’editore vengono condannati per oltraggio alla pubblica morale. Negli stessi anni, Gustave Courbet dipinge la vagina de L’origine du monde e le due donne nude abbracciate nel letto de Les dormeuses (1866).  

Subito dopo la nascita della fotografia nella prima metà dell’Ottocento, iniziano a circolare le prime fotografie pornografiche e non è un caso, forse, se nel 1857 in Gran Bretagna entra in vigore la prima legge che criminalizza la pornografia, l’Obscene Publications Act.

SEMPRE PIÙ PORNO

Nella seconda metà del secolo in Paesi diversi vengono pubblicati una serie di romanzi a esplicito contenuto omosessuale: negli Stati Uniti Joseph and his friend di Bayard Taylor (1870), in Germania Fridolins heimliche Ehe (1875) di Adolf Wilbrandt e in Inghilterra l’anonimo The sins of the cities of the plain (1881) e il Teleny (1893) di Oscar Wilde, nei quali la narrazione di sesso omosessuale scende nei dettagli. In Italia appaiono alcuni esempi di letteratura protopornografica, come Lotte d’amore di Ferdinando Vasallo (1893), dedicato al sesso lesbico, anche se forse indirizzato a un pubblico maschile. Lo stesso vale per una serie di libri di inizio ‘900 pubblicati soprattutto in Francia, ma anche nella già citata Gran Bretagna, in Belgio, e in modo particolarmente rilevante nella Spagna pre-franchista.

Nella seconda metà dell’Ottocento vedono la luce anche alcuni capisaldi della poesia erotica: L’après-midi d’un faune (1876) di Stéphane Mallarmé, illustrato da Édouard Manet; i tre sonetti Les stupra di Arthur Rimbaud (1871-1872), tra cui quello intitolato Sonnet du trou du cul e Les Amies di Paul Verlaine, dedicati all’amore fra donne lesbiche. Appaiono inoltre anche i primi testi dedicati al vampirismo con accenti omoerotici, come il racconto Camilla di Sheridan le Fanu (1871-1872) e Dracula di Bram Stroker (1897).

A fine secolo entra in scena un nuovo mezzo di comunicazione: il cinema. Anche in questo caso, il genere erotico nasce quasi contemporaneamente, con il film Le Coucher de la Mariée, nel quale, tuttavia, non appaiono esplicite scene di nudo, ma solo uno spogliarello. I primi veri e propri film porno verranno prodotti clandestinamente solo a partire dagli anni Venti in Francia e negli Stati Uniti, mentre il primo film erotico con scene di sesso esplicito ad avere un’ampia distribuzione negli Stati Uniti fu, nel 1969, Blue Movie di Andy Warhol e, subito dopo, la pellicola porno gay, Boys in the Sand (1971) di Wakefield Poole.

Anonimo - Confessione di un omossessuale a Émile ZolaAnonimoConfessione di un omossessuale a Émile Zola

Sempre a cavallo dei due secoli si sviluppa anche un mercato, perlopiù clandestino, di cartoline, le cosiddette ‘French postcards’, raffiguranti uomini e donne nudi, in atti sessuali etero o omosessuali nonché, molto più raramente, persone trans*. La fotografia erotica raggiunge notevoli esiti qualitativi, per esempio, con i nudi pastorali ispirati alla Grecia antica di Wilhelm von Gloeden, realizzati in Italia, come la cartolina Bella Napoli terra di fuoco, presente in mostra.

Agli inizi del Novecento fanno irruzione, inoltre, un numero davvero notevole di pubblicazioni di grandi autori/autrici della letteratura a contenuto omosessuale come L’Immoralista (1902) di André Gide, I turbamenti del giovane Törless (1906) di Robert Musil, Morte a Venezia di Thomas Mann (1912), L’arcobaleno (1915) di David Herbert Lawrence, Il pozzo della solitudine (1928) di Radclyffe Hall. In esse, però, raramente compaiono dettagliate scene di sesso omosessuale. Scene simili si trovano però in alcuni romanzi erotici prevalentemente eterosessuali – come era stato nel caso di de Sade – nell’ambito di descrizioni di orge, come ne Le undicimila verghe di Guillaume Apollinaire (1907). Per citare solo alcuni testi tra i più noti a livello internazionale, e tradotti in italiano (spesso molti anni dopo la loro prima edizione).

Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento appaiono anche periodici che presentano immagini erotiche, spesso mascherati sotto la definizione di riviste d’arte o dedicate al naturismo. Uno di questi è l’inglese Photo Bits, fondato nel 1898. Sempre in Gran Bretagna in questo periodo nascono anche riviste che pubblicano racconti prettamente pornografici, come The Pearl (1879-1880). Contestualmente fanno la loro comparsa anche le prime riviste a tematica omosessuale, come le tedesche Der Eigene, pubblicata a partire dal 1896 da Adolf Brand, Die Freundschaft (dal 1919), Die Insel (fondata nel 1926), che includevano anche immagini di nudo maschile. Nella stessa Germania nascono riviste lesbiche come Frauenliebe, pubblicata dal 1926 al 1930 e ristampata in seguito come Liebende Frauen, e la prima rivista trans* della storia, Das 3. Geschlecht, uscita dal 1930 al 1932.

Uno dei primi esempi di fumetto pornografico occidentale lo si ritrova nelle Tijuana Bible, stampate nella forma di una bibbia tascabile per essere meglio nascoste e destinate per lo più al mercato statunitense. La loro epoca d’oro va dagli anni Venti alla metà degli anni Quaranta. Sempre dagli anni Venti iniziano a venire smerciati fumetti con scene gay, lesbiche, bisessuali e con personaggi trans*, quasi sempre in un’ottica derisoria. Allo stesso tempo inizia a nascere un mercato clandestino di libretti destinati ad un mercato gay, spesso illustrati e a volte con inserti di fumetti, ciclostilati in carta povera.

DAL FUMETTO ALLA RIVOLUZIONE QUEER

Il genere del fumetto gay raggiungerà però il culmine del successo alcuni decenni dopo, dal 1968, con la serie Kake di Tom of Finland.

Anche per arrivare a romanzi di grandi nomi della letteratura con descrizioni sessuali esplicite di carattere omosessuale o comunque con una valenza queer si devono attendere i decenni successivi, per esempio con i romanzi di Jean Genet Notre Dame des Fleurs (1943, pubblicato nel 1951), nel quale il protagonista è un uomo crossdresser, e Querelle de Brest (1945-46, pubblicato nel 1947), con illustrazioni di Jean Cocteau. Per questo la mostra si concentra soprattutto sulla produzione di autori/autrici/* meno conosciuti/e/* ma che hanno costituito il vero humus della letteratura pornografica per tutta la prima metà del Novecento.

Negli anni Venti la Francia, la Spagna e la Germania vedono aumentare di numero le riviste a carattere blandamente erotico eterosessuale. La grande visibilità per questo genere arriva però nel secondo dopoguerra, quando iniziano le pubblicazioni la statunitense Playboy (dal 1953) e l’inglese Penthouse (dal 1965). In Italia le principali riviste di questo tipo sono Men (dal 1966) e Playmen (dal 1967). Contestualmente, in diversi Paesi compaiono le riviste cosiddette ‘omofile’, come One (dal 1953) negli Stati Uniti e Arcadie in Francia (dal 1954), nonché, sempre negli Stati Uniti, la rivista lesbica The Ladder (dal 1956). Perlopiù, tuttavia, queste riviste non contengono immagini di nudo, al contrario di alcune riviste omofile nordeuropee come la danese Vennen (esposta in mostra). Per quanto riguarda i nudi maschili, le riviste di culturismo in questi anni sopperiscono alla mancanza di una vera e propria editoria pornografica gay.

In Italia le prime riviste a contenuto omosessuale non hanno carattere erotico, ma scientifico-sociale. Si tratta, ad esempio, di Sesso e Libertà, pubblicata nel 1953 per iniziativa di Bernardino del Boca. I primi esempi di soft-porno gay in Italia risalgono ai primi anni Settanta, con le riviste Homo e con NOI, pubblicate subito dopo la prima rivista omosessuale italiana, FUORI! (dal 1971).

Tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Settanta del XX secolo vengono pubblicati moltissimi libri in formato paperback con personaggi queer, in particolare negli Stati Uniti e spesso in un’ottica di voyeurismo moralistico. Alcuni tra questi testi esulano però da questo standard, e diverranno veri e propri classici della letteratura queer. Un esempio è The price of salt di Claire Morgan alias Patricia Highsmith, uscito nel 1952 e nel 1953 in formato paperback.

La fine degli anni Sessanta vede infine la nascita di una editoria pornografica di massa, prima nei paesi scandinavi e poi in altre nazioni come Stati Uniti, Francia, Germania.

Sono i prodromi di una vera e propria invasione di materiale erotico e pornografico eterosessuale e queer che avrà luogo a partire dai primi anni Settanta.

Dario Pasquini

* Le immagini fanno parte del Centro di Documentazione Aldo Mieli di Carrara e sono state messe gentilmente a disposizione per l’allestimento della mostra dal suo direttore Luca Lucati Luciani (A Queer Archive).

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preporno loghi organizzazioni
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PREPORNO TOUR 2024
Pavia, 23/03 – 19/04, presso radio Aut, in via Faruffini 4.

Per chi fosse interessato ad ospitare, scrivere a info@womedizioni.it.

PRECEDENTI EDIZIONI

Preporno è stata ospite presso Libreria Alice di Firenze dal 17 al 30 giugno 2022, ed è stata organizzata da WoM Edizioni, Libreria Alice e il Centro di Documentazione Aldo Mieli di Carrara.

Preporno è stata ospite presso l’LSO La Tana di Padova dal 25 maggio al 3 giugno 2022 ed è stata organizzata da WoM Edizioni, LSO La Tana di Padova, il Centro di Documentazione Aldo Mieli di Carrara.

Preporno è stata ospite presso il CSO Django di Treviso dal 16 aprile al 14 maggio 2022 ed è stata organizzata da WoM Edizioni, Non Una Di Meno di Treviso, il Centro di Documentazione Aldo Mieli di Carrara, all’interno della rassegna LGBT+ History Month.

Per CONTATTI e INFORMAZIONI scrivere a: info@womedizioni.it