Rohan O’Grady Uccidiamo lo zio (Ed. Limitata)

21.50

Un libro oscuro, stravagante, sorprendente, molto in anticipo sui tempi.

– Donna Tartt

Un romanzo allegramente sinistro.

– The Washington Post

È estate e trascorrete le vacanze su un’isola paradisiaca,
siete orfano ed erede di un’ingente fortuna.
Uno zio diabolico, vostro tutore, vuole uccidervi
per mettervi le mani sopra.
Ma grazie all’aiuto di un’amica smaliziata e di un
puma in pensione, troverete la soluzione per sfuggire
alle sue grinfie mortali: ucciderlo prima che
sia lui ad uccidere voi…

Con l’acquisto del libro in omaggio un EXTRA
Un giornale pensato per farvi scoprire (divertendovi) l’affascinante libro di Rohan O’Grady, Uccidiamo lo zio.

Scopri anche l’illustrazione ORIGINALE del Duca di Ferro, uno dei personaggi del romanzo, di Chiara di Biagio!

Con una nuova sovraccoperta ad opera di Chiara di Biagio!

Pagine
328
Formato
11,5 x 20
Rilegatura
Brossura rilegata in filo refe NERO
Lavorazioni speciali
Fustella
ISBN
978-88-945566-3-6
Collana
Neri
Data di pubblicazione
06/17/2021

Recensioni

Quello descritto nel romanzo, è un comportamento giovanile sbagliato in grande stile. Ma quando i bambini raggiungono gli estremi della cattiveria, ecco che affiora un effetto interessante. All’inizio, il romanzo sembra gettare un occhio severo sui protagonisti bambini; ci aspettiamo di assistere presto ad una punizione da parte degli adulti. Ma i loro crimini diventano sempre più plateali e frequenti perché i critici siano in grado di sopportarli. Nell’aggravare le marachelle dei protagonisti, O’Grady fornisce loro una sorta di potere: il libro si trasforma da un apparente trattato sul comportarsi meglio ad un racconto di piccante delinquenza. Sono i bambini a condurre lo spettacolo narrativo.

Theo Schell-Lambert (THE BELIEVER)

Impregnato di satira e suspense, questo romanzo si offre al lettore come un condensato di dramma, divertimento ed eleganza e ci presta il coraggio e la forza necessari per affrontare tutti i mali del mondo.

Le Nouveau Magazine Littéraire

La O’Grady riesce a creare un mondo fittizio, quasi favoleggiante, staccato dalla realtà come la conosciamo ma ad essa collegato; perfetto per rompere con le dinamiche di bontà e cattiveria, di bene e male, di normale e anormale […].

Marta Olivi in Critica Letteraria

Il libro cattura l’incanto di quelle estati lunghissime che possono esistere solo nell’infanzia e delle amicizie che solo in quelle estati sono così intense da farsi questione di sopravvivenza. Nel caso di Barnaby e Christie, metaforica e non.

Beatrice La Tella in Marvin Rivista

Uccidiamo lo zio è un divertente gioco al massacro che supera il dualismo manicheo tra bene e male per mettere in scena personaggi prevalentemente negativi.

Anja Boato in Il Rifugio dell’Ircocervo

L'autore

Rohan O’Grady (1922-2014), pseudonimo di June Margaret O’Grady Skinner, nacque a Vancouver (Canada) nel 1922. I suoi genitori, emigranti irlandesi, vi si trasferirono nel 1900, dopo aver gestito per anni un hotel sull’isola di East Thurlow durante la corsa all’oro del Klondike. Dopo essersi diplomata alla Lord Byng High School nel ‘40, conobbe quello che sarebbe divenuto suo marito e padre dei suoi tre figli, il giornalista Frederick Snowden Skinner.
Cominciò a scrivere solamente all’età di quarant’anni e tra il 1961 e il 1970 decise di far pubblicare i romanzi che aveva fino ad allora tenuto in un cassetto.
I romanzi O’Houlihan’s Jest (1961), Pippin’s Journal, Or, Rosemary Is for Remembrance (1962) e Uccidiamo lo zio (1963) apparvero con lo pseudonimo di probabili origini irlandesi “Rohan”. Il successo arriverà col suo terzo romanzo, tanto che Uccidiamo lo zio verrà trasposto poco dopo al cinema – nel 1966 e col titolo originale Let’s kill uncle (Gioco mortale in italiano) – dal noto regista del terrore William Castle e produttore di Rosemary’s Baby di Roman Polański.
Dopo poco più di quarant’anni dalla prima pubblicazione, e grazie ad un articolo apparso nella rivista The Believer e successivamente ad un secondo articolo del vignettista e scrittore Martin Rowson sul quotidiano londinese The Guardian, si rinnovò l’interesse per questa scrittrice semi dimenticata e per il suo romanzo Uccidiamo lo zio, da qui in poi etichettato come un tesoro perduto della letteratura cross-over.
Così nel 2010, Uccidiamo lo zio venne ristampato da Bloomsbury sotto una nuova veste e con un caloroso encomio di Donna Tartt, che ne evidenziava la sorprendente portata innovatrice.
Lo stile di O’Grady si contraddistingue per un humour stridente e un gotico giocoso unici nel loro genere, e soprattutto per una tendenza a respingere le convenzioni sia del cosiddetto romanzo adolescenziale, sia dei classici thriller a sfondo sanguinario. Sebbene infatti i suoi libri abbiano spesso come protagonisti dei bambini, questi sono sempre sottoposti all’intensità emotiva e alla violenza fisica tipiche del mondo adulto. 

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Giornalino stampato su carta da giornale, 4 pagine totali.

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