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Mark Twain 3000 anni tra i microbi

18.00

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Trasmutato per errore nel microbo del colera Bkshp, il protagonista Huck si ritrova a compiere un viaggio nel corpo del barbone Blitzowski dove incontra altri suoi simili, germi, virus, batteri e microbi con i quali condivide questo mondo microscopico che si rivela essere lo specchio di quello umano.
Romanzo essenziale di Twain, sintesi perfetta della sua indagine sulla natura umana.
Precursore del genere fantascientifico e innovatore dello stile, un ibrido tra romanzo classico e sperimentale a cavallo tra Jules Verne e James Joyce.

Pagine
208
Formato
11,5 X 20
Rilegatura
Brossura rilegata in filo refe NERO
Illustrazioni
B/N
Lavorazioni speciali
Fustella
ISBN
978-88-945566-0-5
Collana
Neri

Recensioni

L’esplorazione di Huck-Twain è filosofica, vivacemente polemica, scava nelle dinamiche della Creazione per illustrare a se stesso le aberrazioni insite negli organismi sociali.

Paolo Risi in Zest Letteratura Sostenibile

Le ispirazioni sono molteplici: viene spontaneo pensare a “I viaggi di Gulliver” – un microbo ne prende addirittura il nome – di Jonathan Swift oppure alle opere di Jules Verne e H.G. Wells. Eppure, per le sperimentazioni linguistiche e la struttura di alcuni personaggi ricorda anche entrambi i libri di Alice scritti da Lewis Carroll. Un’opera, quindi, con un preciso background, che però rinuncia a precise peculiarità. Da quando diventa un microbo, Huck perde sempre più la concezione della sua esistenza umana.

Lorenzo Gafforini in Frammenti Rivista

L'autore

Mark Twain (1835 – 1910), pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens, fu timoniere di battelli, tipografo, cercatore d’oro, polemista, conferenziere, viaggiatore instancabile, imprenditore raramente lungimirante, sognatore e scrittore statunitense, autore di sprezzanti pamphlet al vetriolo sui vizi e le virtù dell’umanità (soprattutto sui vizi), «Padre della Letteratura Americana» e «Nonno di tutti noi» stando al genealogico riconoscimento di William Faulkner. È mondialmente celebre per i suoi scritti di viaggio, i suoi racconti da cui essuda una cristallina e caustica comicità, oltreché per i classici che ogni avventuriero in erba ha dovuto necessariamente leggere per prepararsi all’epopea della vita, Le Avventure di Tom Sawyer, e il suo seguito, Le Avventure di Huckleberry Finn, «Il nostro miglior libro, da cui deriva tutta la scrittura americana, rispetto al quale nulla di buono c’è stato prima e nulla di buono c’è poi stato da allora», secondo la placida ammissione di un insolitamente sobrio Ernest Hemingway. Secondo alcuni, Mark Twain fu in realtà un coboldo giunto sulla terra a bordo della cometa di Halley. Twain nacque infatti due settimane dopo il perielio della cometa nel 1835, poi nel 1909 commentò in maniera sibillina: «Sono arrivato con la cometa di Halley. Arriverà di nuovo l’anno prossimo. L’Onnipotente, senza dubbio, ha detto: “Ora ci sono questi due inspiegabili mostri; sono entrati insieme, devono uscirne insieme”». E il 21 aprile 1910, il giorno seguente al nuovo perielio della cometa, difatti, Twain morì.

L'illustratore

Ernst Haeckel – La Scienza dell’Arte

Haeckel (1834-1919) fu scienziato, filosofo, medico e professore, creatore di molte parole in biologia utilizzate ancora oggi come “ecologia”, “phylum” e “cellula staminale”.

Ernst Haeckel (a sx) e il suo assistente Nicholas Miklouho-Maclay alle isole Canarie nel 1866.

Haeckel, oggi dimenticato in quanto scienziato, fu un eccezionale artista scientifico. La rappresentazione del mondo microscopico attraverso le sue tavole ci offre una visione del mondo in cui la miriade di posizioni e punti di vista restituiscono tutta la complessa bellezza e la perfezione geometrica del dispiegarsi della Natura degli esseri, con una precisione nei dettagli e una steroscopia in tridimensione che ancora adesso ci affascina e ci rende maggiormente ammirativi della complessa eleganza della Natura che neppure la visione dei più possenti microscopi è in grado di rendere a discapito del “realismo” fotografico (e forse proprio a causa di tale “realismo”).
Pioniere della visione, molte delle figure che rappresentò erano del tutto sconosciute al pubblico.
Nessun altro scienziato ebbe la capacità di realizzare delle opere d’arte tanto affascinanti ed al contempo accurate nella restituzione delle sue osservazioni.

Radiolarians, da “Art Forms in Nature”, 1899–1904, plate 71

La bellezza delle sue figure è tale che molti suoi contemporanei consideravano si fosse spinto troppo in là, che avesse lasciato correre eccessivamente il proprio estro stilistico, magari peccando per eccesso in una realizzazione idealizzata della realtà. Tuttavia per verificare che l’eleganza non ha mai tradito la precisione è sufficiente scegliere una qualsiasi delle figure disegnate da Haeckel e confrontarla con una fotografia al microscopio.

Per saperne di più sul magico mondo di Haeckel e scoprire tante altre sue illustrazioni, leggi l’articolo de l’αperiodico.

 

 

L'aneddoto

Tra gli aneddoti che più caratterizzarono la vita di Mark Twain vi è anche quello di essere nato proprio mentre la cometa di Halley si avvicinava alla Terra, nel novembre del 1835.
Un anno prima della sua morte, come raccontato da un biografo americano dell’epoca, lo scrittore affermò: “Sono arrivato con la cometa di Halley nel 1835. Tornerà di nuovo l’anno prossimo e mi aspetto di andarmene con lei”. E difatti Twain morì per un infarto il 21 aprile del 1910, all’indomani della ricomparsa della cometa, proprio come lui stesso aveva predetto.

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