Louis Calaferte Settentrione

21,50

Un’esplosione di dinamite letteraria, erotica, politica e sociale. Un classico della letteratura.

Immediatamente censurato, condannato e ritirato dal commercio alla sua prima pubblicazione nel 1957, sarà ripubblicato solamente ventun anni dopo dall’editore Denoël.
Leggere Calaferte è come prendersi uno schiaffo: ogni parola vi stordisce, ogni frase vi trafigge, ogni immagine vi abbaglia. Ogni riga di questo libro è un’opera d’arte in cui la poesia è onnipresente.

La storia narra le vicende, in gran parte autobiografiche, del risveglio della vocazione letteraria di un trentenne, alimentata da fortuiti incontri con varie donne su cui s’imbatte durante il suo lungo peregrinare, e arricchita da una visione totalmente disillusa delle prospettive offerte dalla società.

Uno stile di scrittura orgiastico e scioccante, sublime e poetico al contempo, che evocherà ai lettori più attenti Henry Miller, Céline e Bukowski.

Apparso per la prima in Italia presso l’editore Neri Pozza, Settentrione è qui proposto in una nuova e rivista traduzione, nonché in una veste grafica che molto lascia intendere al lettore sul contenuto del romanzo stesso.

In libreria dal 30/05/2024.

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Pagine
330
Formato
13 x 23
Rilegatura
Brossura in filo refe nero
Lavorazioni speciali
Fustella
ISBN
979-12-810161-5-6
Collana
Neri
Data di pubblicazione
05/30/2024

L'autore

Louis Calaferte (Torino 1928 – Dijon 1994). Figlio di poveri immigrati italiani, viene messo fin da subito in una casa famiglia. Giovanissimo inizia a lavorare in fabbrica come operaio, e al contempo scrive per il teatro. Nel 1952, grazie a Joseph Kessel, pubblica il suo primo romanzo Requiem des innocents. Dedica poi ben quattro anni alla stesura del suo Settentrione, il quale verrà immediatamente censurato e condannato dallo Stato francese, facendolo così cadere in un oblio che durerà ben ventun anni, quando nel 1984 Denoël non deciderà di ridarlo alle stampe. Gran entusiasta ed eterno indignato, Calaferte nelle sue opere ha denunciato la società, lo Stato e la mentalità borghese. Oggi è considerato uno dei grandi della letteratura francese.

SU SETTENTRIONE SI È DETTO...

Non si è mai, ho detto mai, scritto qualcosa di così forte, di così crudo e violento. E spassoso. E orribile. E forse profetico. Non aver letto, o non leggere immediatamente “Settentrione” è profondamente immorale.

Philippe Sollers, Nouvel Observateur

Ci si accorge subito di trovarsi davanti a un grande libro, probabilmente un capolavoro. È il romanzo autobiografico di un giovane spiantato e ambizioso, aspirante scrittore, costretto a scegliere tra sfacchinare miseramente in fabbrica o farsi rinchiudere in una gabbia dorata da un’amante facoltosa e tirannica, di vent’anni più vecchia: la signorina Nora Van Hoeck, «l’olandese mistica dotata di una sontuosa vagina scultorea, caldaio da forgia senza uguali».

Paolo Bianchi ne Il Giornale, del 17.11.2006

 

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